mercoledì 22 gennaio 2014

La difficoltà della semplicità.

Riflettevo ancora in merito alla corrispondenza metaforica che intercorre fra le tecniche di preparazione delle ricette e gli episodi della vita; cucina è vita dice qualcuno, ed io ne sono fermamente convinta.
Le ricette difficili sono quelle in cui profondiamo più impegno, quelle per cui siamo disposti a perdere ore per assicurarci la riuscita che, nella maggior parte dei casi, non sarà mai perfetta; ma è proprio questo che ci spinge a preferire piatti elaborati a piatti semplici: il fatto che possiamo permetterci di sbagliare, di non eseguire perfettamente la ricetta, di ricevere un complimento anche dinanzi ad un piatto mediocre: "Nonostante sia difficile, è buonissimo lo stesso", "La prossima volta verrà benissimo!", "Io non sarei nemmeno riuscita a cominciare!".
Cimentarci in imprese impossibili ci lascia un largo margine di errore tollerabile, da noi e dagli altri; in un certo qual modo ci sottrae dalla possibilità che qualcuno ci giudichi negativamente per ciò che stiamo facendo; un risultato mediocre di fronte ad azioni titaniche è pur sempre un risultato, ci fa sentire sicuri, unici, vincenti.
Le cose semplici invece, non lasciano scampo: chiunque potrebbe riuscirci e tutto sta nel farle al meglio. In quel caso l'errore non è contemplato, è visto come un fallimento irreparabile, come un qualcosa le cui conseguenze ci perseguiteranno per tutta la vita.
Ecco che si ha paura talmente tanto paura del fallimento che si evita di dire: "Scusa", "Ho sbagliato", "Voglio andarmene da qui", "Ti amo"; e se le conseguenze di queste semplicissime frasi fossero troppo vergognose per essere affrontate?
Prendere una posizione personale, essere onesti con sé stessi, sostenere le proprie idee, dire sempre la verità: concetti universalmente riconosciuti di cui tutti ci riempiamo la bocca, ma che nessuno, alla fine, concretizza davvero; si dà per scontato che tutti lo facciano, perché è semplice, ed è proprio per questo che azioni umane e banali come queste diventano innaturali.
Quindi meglio combattere guerre ideologiche, mettersi la maschera delle persone infallibili, degli impavidi che ambiscono ai risultati più difficili ma che rifuggono come la peste le azioni semplici, spontanee che ci renderebbero più facile anche il raggiungimento degli obiettivi che sembrano impossibili.
Metafora culinaria di questo personalissimo concetto sono le uova in camicia: nonostante l'apparente semplicità è sempre stato un piatto che mi ha messo in difficoltà. "Che ci vuole?" sono solita ripetermi, "Basta che butti un uovo direttamente nell'acqua bollente ed è fatta!", ma poi un tremore della mano, l'acqua non abbastanza calda ed ecco che l'uovo più che in camicia somiglia ad una stracciatella alla romana.
Cucinare un perfetto uovo in camicia credo mi sarà sempre impossibile come trovare il coraggio di esprimere i miei sentimenti: nonostante le apparenze, è un'impresa titanica al pari di una ricetta d'autore attenersi alle scelte prese solo con la testa. Ecco che per me l'errore diventa contemplabile, accettabile, insindacabile.

UOVA IN CAMICIA

lunedì 20 gennaio 2014

Ricomincio da qui.

Ben trovati!
Dopo troppi mesi di silenzio mi affaccio di nuovo in punta dei piedi trovando me stessa nelle parole e nelle ricette del blog che per necessità ho abbandonato. Mi ritrovo e mi stupisco.
La malinconia è il segno sotto il quale è cominciato un nuovo anno e le domande sono sempre le stesse; tutto è cambiato, non so se in meglio, ma i dubbi sono sempre presenti ed imperituri.
Il bisogno di ritrovarmi nei gesti abituali è talmente tanto forte che ho deciso di ricominciare da ciò che più di tutto mi fa sentire me stessa, la cucina; ecco perché da oggi in poi riprenderò la mia attività di food blogger, libera da qualsivoglia forzatura, senza nessuno che mi dica come e cosa scrivere.
E' un inizio, per riconoscere me stessa in tutte le sfumature della mia unica passione, perché è più facile esprimere quello che sento sporcandomi le mani di farina, di olio e di spezie piuttosto che perdermi in spiegazioni inconcludenti ed incomprensibili, perché la cucina è una lingua universale che tutti comprendono senza convenevoli né frasi di circostanza.
E per il primo post ho scelto una ricetta di recupero, perché nonostante le premesse, l'unica cosa di cui sono sicura a tutt'oggi è che, qualsiasi vita vi sia toccata, niente di tutto quello che avete vissuto può essere buttato, dimenticato, eliminato; ogni esperienza lascia dentro di noi un qualcosa da cui partire per provare a cambiare, a ricostruire, a ricominciare.

mercoledì 29 febbraio 2012

Venghino signori su Gustoblog c'è il cibo buono!

Vi sarete chiesti il perchè della mia latitanza ma, a parte gli impegni piuttosto numerosi che ho avuto negli ultimi giorni, stavolta ho una giustificazione più che valida.
Da una settimana infatti ho cominciato una piacevolissima collaborazione con una nota rivista on line che mi ha concesso l'onore di pubblicare le mie ricette sul loro sito, ergo invito tutti voi, miei amatissimi lettori, a venirmi a trovare e leggere nella mia nuova veste.

Gustoblog, è qui che mi troverete con le mie ricette, vi aspetto!

Grazie

Martina Marianantoni

sabato 11 febbraio 2012

The Versatile Blogger

Inaspettatamente graditi ho ricevuto due riconoscimenti per il mio blog da due "colleghe" che ringrazio di cuore: "Zia in Cucina" e "Ghiottonella".

Dalle loro istruzioni ho capito che chi riceve questo premio, deve descrivere sè stesso in 7 punti e poi assgnaerlo a sua volta a 15 blog che rietiene degni. Bene! Iniziamo col dire che non sono molto brava a descrivermi,figuriamoci in 7 punti.
La capacità di sintesi non è mai stata il mio forte. Comunque ci proverò.
  1. Odio l'ipocrisia. Tento di combatterla perchè me lo hanno insegnato.
  2. Il mio primo amore è la lettura.
  3. Mi piace l'eleganza dei gatti e la loro indipendenza.
  4. Sono innamorata della presunzione se giustificata.
  5. Ciò per cui ho impiegato 6 anni di studio non corrisponde assolutamente a ciò che voglio fare nella vita.
  6. Spero che domani sia epico. Desidero un'epifania.
  7. Il mio piatto preferito non ho ancora imparato a cucinarlo come piace a me.
Passo il testimone a:

venerdì 3 febbraio 2012

Bianco come la neve!

Nevica ed io ho freddo, eppure amo la neve; soprattutto amo il bianco candore che sembra attenuare il rumore del mondo, il soffio del vento che copre il vociare confuso.

PENNE INTEGRALI CON PHILADELPHIA AL PROFUMO DI LIMONE:


  • Penne integrali;
  • Philadelphia;
  • Succo di limone; 
  • Prezzemolo.
Mettere la Philadelphia in un tegame e ridurla in crema a fiamma bassa; unire sale, un pizzico di pepe bianco e il succo di un limone. Algamare bene il tutto e una volta cotta la pasta, scolarla e saltarla nella crema di philadelphia.
A fiamma spenta spolverare con prezzemolo fresco, amalgamare e servire.



martedì 13 dicembre 2011

E poi arriva la caloria che tutto il freddo si porta via!

Non amo molto la salsiccia, il salame, il lardo, la pancetta. Vabbè facciamo prima a dire che non adoro il sapore del grasso di maiale e so che per molti potrei essere accusata di eresia.
Quando viene il freddo però i piatti ipercalorici scaldano il cuore ( e non solo) e non riesco a dire di no ad un sugo di pomodoro fresco con salsiccia soprattutto se accompagnato da un buon bicchiere di vino rosso.
Qualche boccone in più (e soprattutto qualche bicchiere) e si potrebbe uscire a maniche corte il giorno di Natale!

SUGO DI POMODORO FRESCO E SALSICCIA CON ERBA CIPOLLINA E PEPE NERO:

  • Pomodori maturi;
  • Salsicce fresche;
  • Erba cipollina secca;
  • Pepe nero in grani;
  • Olio;
  • Sale.
Tagliate i pomodori a pezzi non troppo piccoli, spellate le salsicce e spezzettatele con le mani.
Scaldate l'olio in una padella ( un filo mi raccomando) unite i pezzi di salsiccia e lasciateli rosolare per 2 minuti a fuoco medio; abbassate la fiamma, unite i pomodori e lasciate cuocere a fuoco lento per una decina di minuti, un quarto d'ora al massimo ( il pomodoro non deve essere stracotto).
Aggiustate di sale, spolverizzate con erba cipollina essiccata.
Cuocete il formato di pasta che più vi piace, saltatela in padella col sugo e servite con un spolverata di pepe nero in grani.




martedì 29 novembre 2011

Delirium gnocchens.

Rendere particolare ogni cosa banale.  Anche se i giorni si ripetono sempre inesorabilmente uguali io riesco a trovare quel particolare che mi illude e che mi fa sperare che la banalità non sia nient'altro che una parola con un suono musicale, quasi buffo.

GNOCCHI PANNA, SALVIA E PEPERONCINO:
  • Gnocchetti di patate;
  • Panna da cucina;
  • Peperoncino fresco:
  • Foglie di salvia.
Scaldate un filo d'olio e rosolateci uno spicchio d'aglio con la camicia. Eliminate l'aglio e aggiungete il peperoncino spezzato in due. Unite la panna e laciatela addensare leggermente. Aggiungete le foglie di salvia grossolanamente spezzate con le mai.
Lessate gli gnocchetti in acqua salata, scolateli e saltateli in padella con la salsa fino ad amalgamare bene il tutto.



giovedì 3 novembre 2011

Fast food home made! (fasfudommeid)

Non sono mai stata una grande amante dei fast food, forse perchè perchè cucinare per me vuol dire esprimere me stessa. Con tutto il marasma che ho dentro un semplice hamburger non mi basterebbe; poi sono troppo lenta e macchinosa nei miei processi mentali (ed emozionali) e la preparazione veloce non mi rappresenta affatto.
Nonostante ciò a volte capita anche a me di non aver voglia e, troppo spesso, di non aver tempo così : personalizzo

TOAST DI PANE INTEGRALE CON GORGONZOLA, DOLCE SPEK E NOCI:

  • Fette di pane integrale senza crosta;
  • Gorgonzola dolce;
  • Speck stagionato;
  • Gherigli di noce.


Spalmate entrambe le fette di pane integrale con il gorgonzola, unite i gherigli di noce e farcite con lo speck. Scaldate il toast con un classico tostapane oppure su una piastra su entrambi i lati. 

lunedì 24 ottobre 2011

Zaeti terronici.

Da circa un anno vivo in veneto dove ho ritrovato le abitudini culinarie della mia metà padovana.
Nonostante sia un'amante delle tradizioni del luogo, mi diverto spesso a reinterpretare ricette tipiche attraverso lo sguardo della reatina che sono fiera di essere. Un pizzico di terronia sta bene ovunque, soprattutto nel piatto!

ZAETI DI FROLLA MONTATA:





  • 250g di Farina 0;
  • 100g di Zucchero;
  • 200g di Burro;
  • 2 Uova;
  • 1 Tuorlo;
  • 1 Pizzico di sale;
  • Essenza di anice;
  • Uvetta.
Montare il burro a temperatura ambiente con lo zucchero e l'essenza fino a che il composto non risulti liscio e ben amalgamato (circa 10 minuti); unire le uova a temperatura ambiente una alla volta continuando a montare sino a completo assorbimento.
Unite la farina setacciata con il sale e amalgamatela completamente; aggiungete l'uvetta precedentemente ammorbidita in acqua e mescolate ancora.
Date ai biscotti la forma che preferite. (se avete una sac-a-poche con il beccuccio abbastanza grande per i chicchi di uvetta vi consiglio di usarla per dare forme più eleganti... la mia sac-a-poche non era adatta!)
Cuocete in forno a 180 gradi per 20 minuti circa finchè i biscotti non risulteranno dorati ma non troppo scuri.

domenica 23 ottobre 2011

Nuovo look.

Non potevo non celebrare la mia stagione preferita, per questo ho costretto il mio web designer personale a rappresenterla nel mio blog.
Lui come al solito è riuscito a guardare attraverso i miei occhi e a fare le cose meglio di come le avrei fatte io.

martedì 18 ottobre 2011

Waiting for the prince!

Tutte da bambine hanno sognato l'arrivo di un principe, anch'io; in principio era biondo con gli occhi azzurri, il classico principe azzurro. Con gli anni è diventato moro, abbronzato e con gli occhi verdi come due smeraldi, tutta colpa degli ormoni.
Con l'avvento del controllo razionale e di un vago senso artistico il mio principe da qualche anno è uno solo: altissimo, scheletrico e morto; sto aspettando Jack e sto sperando che mi dia ancora la forza di credere nei miei sogni, ma soprattutto il coraggio di apprezzare tutto ciò che ho già ottenuto.

OMELETTE DI HALLOWEEN:
Ingredienti per 2 persone:

  • 3 Uova;
  • 200g Zucca;
  • 1 Cipolla bianca;
  • 1 Rametto di rosmarino;
  • Olio;
  • Sale;
  • Pepe nero;
  • Peperoncino in polvere.
Sbucciate la zucca, eliminate i semi e tagliatela a pezzetti; riducete la cipolla in fettine sottili e lasciatela imbiondire in una padella con poco olio, poi unite dell'acqua e continuate la cottura a fuoco lento finchè non diventi trasparente.
Unite la zucca, fatela saltare e poi unite acqua finchè non risulti mordida, ma non si sfaldi; poco prima di terminare la cottura salate, pepate, aggiungete il rosmarino fresco e il peperoncino.
Salate, pepate e sbattete le uova ma non amalgamate del tutto l'albume con il tuorlo. Ungete leggermente una padella poi versateci le uova e laciate cuocere a fuoco lento solo da un lato (la differenza fra una frittata e un omelette sta proprio in questo: la prima si cuoce da entrambi i lati).
Farcite metà dell'omelette con la zucca cotta in precedenza e poi ripiegatela su sè stessa.




martedì 27 settembre 2011

Chi non muore si rivede!

Scusate l'assenza prolungata ma ho dovuto prendermi cura della mia vita. Ho capito che trascurarla per combattere i mulini a vento non ti porta alla felicità. Sono le cose semplici che contano, quelle che troppo spesso ho dato per scontato.

SPAGHETTI INTGRALI AL SUGO SEMPLICE DI POMODORINI, ALICI E BASILICO:



  • Spaghetti integrali;
  • Pomodorini;
  • Alici sott'olio;
  • Basilico fresco;
  • Aglio;
  • Olio;
  • Sale.
Soffriggete leggermente l'aglio con un filo d'olio; aggiungete le alici e lasciatle cuocere fino a che non siano completamente disfatte. Unite i pomodorini precedentemente lavati e tagliati a metà e lasciate cuoceere a fuoco lento; regolate di sale a piacimento.
Lessate gli spaghetti in abbondante acqua salata, scolateli al dente e fateli saltare nella padella dove avete preparato il sugo.
Servite guarnendo con le foglie di basilico.

domenica 12 giugno 2011

Addolcire un risotto.

Per la terza sfida di Naso da tartufo ci era stato chiesto di comunicare alle organizzatrici il piatto che secondo ognuno di noi cuciniamo meglio, il nostro cavallo di battaglia come si suol dire.
Ci ho pensato su: se dovessi andare sul sicuro cucinerei un risotto, sarà merito la mia metà padovana, ma a me i risotti vengono particolarmente bene; in particolare son sicura che il risotto che mi viene meglio sia condito col pesce, una ricetta mia, una sorta di marinara personalizzata.
Sì, ho scritto con fierezza "risotto alla marinara".
 Sottovalutando le insidie della sfida, già scrivevo mentalmente la lista della spesa quando lessi il regolamento della sfida che riporto qui sotto testualmente:

"La 3° SFIDA consiste nel:
- prendere il vostro cavallo di battaglia
- cucinarlo COME NON L'AVETE MAI FATTO: se era dolce dovrà essere salato, e viceversa!
- esempio: avete detto torta di sfoglia ripiena di mele zucchero e cannella ...come potreste renderla salata? Togliendo lo zucchero, intanto! E forse anche la cannella! In America va forte la torta salata con mele e maiale...perché non provare?

L'importante è che l'idea del vostro cavallo di battaglia rimanga: se era una crema dovrà essere una crema!"


...PANICO... Come potevo rifiutare una sfida come questa???
E allora ecco il mio risotto addolcito:

RISOTTO CON PANNA FRESCA,FRUTTI DI BOSCO E MENTA:


  • Riso basmati;
  • Panna fresca;
  • Frutti misti di bosco;
  • Foglie di menta fresa;
  • Zucchero a velo vanigliato;
Versare direttamente nella pentola la panna fresca, il riso  (rapporto di 2:1),e lo zucchero vanigliato ( a piacere regolandosi secondo la dolcezza a voi più gradita).
Mescolate il tutto e fate lessare il riso nella panna (fino a completo assorbimento della panna, poi aggiungere i frutti di bosco a pezzetti e la menta grossolanamente tritata con le mani.
Una volata cotto il riso lasciatelo raffreddore e servitelo.

Faccio parte della squadra:


martedì 31 maggio 2011

Ode alla frutta secca.pt 2 : La Mandorla!

Mi piace perchè sta bene ovunque la metti: nel dolce, nel salato, nell'agrodolce.
Mi piace perchè è versatile: è buona intera, a crema, a granella, come latte.
Mi piace perchè è quel particolare che rende unico ogni piatto.
In conclusione, la mandorla a me, me piace!!!

LONZA DI MAIALE IN CROSTA DI MANDORLE:



  • 1 Lonza di maiale intera;
  • Granella di mandorle sgusciate ma non pelate;
  • Margarina;
  • Sale;
  • Pepe.
Private la lonza delle eventuali parti grasse e battetela delicatamente con un batticarne; sciogliete la margarina e ungetevi la lonza uniformemente, poi salatela e pepatela.
Ricoprite il pezzo di carne con la granella, ponetelo su una teglia precedentemente unta con la margarina e cuocetelo in forno a 180 gradi fino a far colorire le mandorle (il tempo di cottura può variare in relazione alle dimensioni della lonza, orientativamente 30 minuti a kg).
Servite la lonza tagliandola a fette.



Con questa ricetta partecipo al contest:

lunedì 30 maggio 2011

Arancione= Cambiamento

Il re folle ha perso la sua capitale che adesso si colora di arancione; speriamo che questa sconfitta sia solo la prima di una lunga serie e che al blu opaco che ha colorato tutto negli ultimi anni si sostituisca definitivamente l'acceso arancione del necessario cambiamento.



VELLUTATA DI CAROTE E YOGURT GRECO:
  • 500g di Carote;
  • 1 Cipolla;
  • 100g Yogurt greco;
  • 1l Brodo vegetale;
  • Olio;
  • Sale;
  • Pepe;
  • Paprika.
Imbiondire la cipolla tritata con un filo d'olio, unire le carote lavate, pelate e tagliate più sottilmente possibile, un pizzico di pepe e paprika a piacere. Far rosolare per qualche minuto, poi aggiungere il brodo e portare ad ebollizione. 
Una volta lessate, frullare le carote e la cipolla, rimettete sul fuoco e aggiungete lo yogurt mescolando continuamente al fine di ottenere una crema densa ed omogenea. 
Regolate di sale e servite la vellutata tiepida.


domenica 22 maggio 2011

Mamma me lo compri il gelato???

La seconda sfida di "Naso da tartufo" prevedeva la realizzazione di un piatto che contenesse almeno 2 ingredienti fra pasta, pesce, verdure e carne ingredienti che possono essere paragonati alle lettere dell'alfabeto nel linguaggio della cucina; niente di più facile! Peccato che la difficoltà della ricetta risiedesse nell'utilizzare questi ingredienti nella realizzazione di una pietanza che risultasse appetibile non solo al palato ma anche agli occhi dei giudici più difficili per i quali un cuoco ( anche se professionista) debba cucinare: i bambini.
Riprendendo la metafora dell'alfabeto, non si trattava di creare un discorso interessante, o curioso, o ingegnoso, o uno di quelli che lascerebbero senza parole una platea di adulti esigenti, no, in questo caso dovevamo scrivere un racconto divertente fatto di personaggi o situazioni comuni, una sorta di fiaba con tanto di morale nascosta che inducesse i piccoli e severi giudici di questa gara ad apprezzare i cibi sani che notoriamente non mangiano volentieri magari mascherandoli, facendoli diventare ciò che invece mangerebbero senza limiti.
Beh, che ne dite di un gelato???



TRIS DI MOUSSE DI MERLUZZO E VERDURE:



Per la mousse agli asparagi:

  • 1 Mazzetto di asparagi;
  • 1 Porzione di filetto di merluzzo surgelato;
  • Olio evo;
  • Sale;
Bollite il merluzzo fino a cottura e fate lo stesso con le punte degli asparagi; mescolate gli ingredienti, aggiungete un filo d'olio e salate a piacere, poi passate il tutto con il frullatore ad immersione fino ad ottenere una crema che non risulti troppo liquida. 

Per la mousse al pomodoro e basilico:              

  • 5/6 Pomodorini;
  • 3/4 Foglie di basilico;
  • 1 Porzione di merluzzo surgelato;
  • Olio evo;
  • Sale.
Tagliate i pomodorini a metà e privateli dei semini; bollite il pesce sino a cottura. Mescolate gli ingredienti, aggiungete le foglie di basilico spezzattandole con le mani e un filo d'olio. Salate a piacere e poi passate il tutto col frullatore ad immersione sino ad ottenere una crema omogenea.

Per la mousse alle olive nere:
  • 10 Olive nere denocciolate;
  • 1 Porzione di merluzzo surgelato;
  • Olio evo;
  • Sale.
Bollite il pesce fino a cottura, mescolatelo con le olive, un filo d'olio e un pizzico di sale ( le olive sono già salate). Passate tutto con il frullatore ad immersione.

Per la presentazione mi sono procurata un cono dalla gelateria sotto casa ed alcune cialde; ho ricavato delle palline dalle tre mousse ed ho composto il mio "gelato". Poi ho pensato che sarebbe potuto risultare difficile mangiarlo come un vero e proprio cono e allora mi son detta:  " A chi di noi da bambino non è mai caduto a terra un gelato? E quanto ci ha resi tristi il non poterlo mangiare?".
Allora rendiamo possibile l'impossibile e almeno per una volta, mangiamo il gelato che è caduto (ma questa volta sul piatto! )


Appartengo alla squadra di Jamie Oliver:




mercoledì 11 maggio 2011

Indignazione!

Senza dire cose che potrebbero risultare scontate mi limiterò ad incollare un post già abbastanza esauriente supportando con convinzione la causa della nostra "collega" food blogger titolare del blog "Farina del mio sacco" invitando ogni food blogger a fare lo stesso!


<<QUESTO BLOG PROBABILMENTE VERRA' CHIUSO!!!



Ebbene si... non sono arrivata a festeggiare nemmeno il primo blog-compleanno!

Questo grazie ad una azienda italiana che si definisce LEADER nel suo settore ma che deve ricorrere a mezzuccii per eliminare la concorrenza.
Già... questa azienda, di cui ovviamente non farò mai il nome, ha un marchio identico al nome del mio blog, registrato a livello nazionale, europeo e internazionale. 
Provate a fare una ricerca su Google per "Farina del mio sacco" e ditemi cosa trovate. Capirete così perchè il mio blog sta dando tanto fastidio a costoro.

Insomma, per farla breve, mi hanno mandato una bella minaccia di denuncia per "grave violazione dei diritti esclusivi sul marchio, contraffazione e concorrenza sleale".
Mi chiedono anche di rimborsarli delle spese sostenute per l'assitenza legale e l'accertazione dell'illecito.

LA MIA NON VUOLE ASSOLUTAMENTE ESSERE UNA POLEMICA STERILE O UNA FORMA DI VENDETTA
VOGLIO SOLAMENTE FAR CONOSCERE, A PIU' PERSONE POSSIBILI, COME FUNZIONA IL DIRITTO IN ITALIA E COME NOI BLOGGER POSSIAMO ESSERE ACCUSATI DI ILLECITI CHE NEMMENO ABBIAMO MAI PENSATO DI COMMETTERE.

Non credo che avrò la forza e la voglia di ricominciare da capo, sono troppo delusa e amareggiata. Sapete benissimo tutte quanta energia e amore si riversino nel proprio blog e vederlo andare in fumo così, grazie ad una manciata di prepotenti che vedono nella mia passione una minaccia alla loro presunta leadership fa passare la voglia di pubblicare anche solo mezza parola.

Ringrazio chiunque mi abbia seguita e apprezzata in questo anno. Siete tanti e il fatto che il mio blog risulti così scomodo lo dimostra!

Vi sarei grata anche se vorrete aiutarmi nel fare Tam-Tam e "pubblicizzare" il più possibile questo mio post parlando di ciò che sta accadendo, potrebbe essere utile a tanti altri blogger che si potrebbero trovare nella mia situazione (spero di no!) ma soprattutto per evitare ad altri di cadere nella stessa trappola e vedere distrutto il loro lavoro!

INFORMATEVI E FATE ATTENZIONE A TUTTO CIO' CHE PUBBLICATE.
PRIMA DI NOMINARE IL VOSTRO BLOG FATE UNA RICERCA SUL SITO DELL'UFFICIO ITALIANO BREVETTI E MARCHI E VERIFICATE CHE NON ESISTANO MARCHI REGISTRATI. 
IL LINK E' QUESTO.
FATE ATTENZIONE AD OGNI IMMAGINE CHE PUBBLICATE, E PER OGNI TESTO O RICETTA CITATE SEMPRE LA FONTE.

Per ovvi motivi credo che questo post rimarrà pubblicato per brevissimo tempo.

Grazie a tutti!>>




martedì 10 maggio 2011

Tre torrette e una ricetta...(il tutto con tre euro).

Quando ho deciso di prendere parte all'iniziativa di Naso da tartufo l'ho fatto per assecondare il mio animo competitivo ma mai mi sarei aspettata di conoscere  ragazze (e un ragazzo) con cui condividere la mia passione e non solo.
Creare un dessert che fosse chic con soli 3 euro non è stato poi così facile ma ci siamo riusciti tutti stupendamente! Bando alle ciance:


TOURS A LA CERISE:

  • 2 Fette di pane bianco (quello per tramezzini);
  • 4 Vasetti monoporzione di confettura alla ciliegia;
  • 1 Confezione di formaggio spalmabile (tipo Philadelphia);











Ricavate dalle fette di pane 9 dischi con uno stampo da biscotti e fateli tostare su una sola faccia in forno caldo fino a doratura. Mescolate 3 vasetti di confettura con il formaggio fino ad ottenere un composto omogeneo. Spalmate i dischi sulla parte tostata creando 3 strati. Spalmate con la confettura rimasta l'ultimo strato.
Lasciate riposare in frigo per almeno 1 ora e servite freddo.





Ecco il logo della mia squadra fantastica:

Verde d'invidia.

L'invidia benevola che provo nei confronti di mia nonna e della sua abilità innata in cucina; qualunque cosa commestibile le capiti sotto mano lei è in grado di renderla un piatto delizioso, originale ed invitante.
Le sue ricette sono fatte con ingredienti semplici e tipici della tradizione agricola della mia città e non posso non associare l'inizio della stagione primaverile ad un ortaggio onnipresente nella sua cucina che grazie a lei ho imparato ad amare (come tutto il resto dei prodotti della terra che ha sempre coltivato e ancora coltiva).
Sto parlando della zucchina: fritta, gratinata, con mozzarella filante, nella pasta, col pesce, nella lasagna e soprattutto in questa stagione, ripiena.
Il ripieno di mia nonna è costituito di solito di carne macinata ma io, come mio solito, ho voluto reinterpretare la ricetta in chiave un pò....folle!

ZUCCHINA TONDA RIPIENA CON SALMONE PROFUMATO AL TIMO:

  • Zucchine tonde;                                     
  • Filetto di salmone freschissimo;
  • Timo secco;
  • Aglio,
  • Olio,
  • Sale;
  • Pepe bianco.
Privare il filetto della pelle e  delle lische ( basterà trovarle con le mani e tirarle via con una pinzetta), sciacquarlo accuratamente e ridurlo a pezzettoni. Far imbiondire uno spicchio d'aglio in un pò d'olio, aggiungere il salmone e farlo dorare a fuoco lento per pochi minuti, bagnare con il vino e proseguire fino a cottura. Salare, pepare e speziare con il timo secondo i gusti personali e lasciar raffreddare.
Tagliare il cappuccio alle zucchine e con un cucchiaio savarne l'interno e metterlo da parte.
Quando il salmone si sarà raffreddato (va bene anche tiepido), unirlo alla polpa delle zucchine e frullare il tutto con un frullatore ad immersione fino ad ottenere la consistenza di un patè.
Riempite le zucchine con il composto preparato e adagiate sopra ognuna il proprio cappuccio. Cuocete in forno ventilato a 180 gradi per almeno 40 minuti (le zucchine devono risultare morbide).


Propongo questa ricetta per il contest di Zampette in pasta:


giovedì 5 maggio 2011

Elegante semplicità.

Ho un carattere piuttosto complicato. Sarà per questo che amo le cose semplici: l'odore dell'erba bagnata, il rumore della pioggia, le risate dei bambini, gli occhi degli anziani, il profumo di mia madre, l'alba in spiaggia, la neve in montagna, i campi di grano, le giornate di sole d'inverno e anche se mi diletto nello sperimentare abbinamenti gastronomici bizzarri preferisco le cucine semplici, fatte di sapori classici arricchiti magari di eleganza e originalità con ingredienti naturali o spezie saporite.

ORECCHIETTE ALLA RICOTTA:                          
  • 1 porzione di orecchiette;
  • 1 Ricottina vaccina freschissima;
  • 1 Tazzina da caffè di latte;
  • 1 Pizzico di sale;
  • 1 Pizzico di pepe;
  • 1 Piccolo mazzetto di basilico;
Lavorate la ricotta con il latte sino ad ottenere un composto cremoso, poi salate, pepate e mettete a scaldare il composto ottenuto a fuoco basso. Nel frattempo cuocete le orecchiette, scolatele al dente e fatele saltare nella salsa preparata qualche minuto unendo le foglie di basilico spezzettandole con le mani. Servite le orecchiette con un filo d'olio a crudo (che DEVE essere più che buono).